8 Novembre 2021

DDL ZAN: perché la gente vota gli omofobi?

Perché la consideriamo normale. Eppure è un vero e proprio cancro sociale per il benessere (anche dei ricchi)

DDL Zan: perché la gente vota gli omofobi?

Una riflessione che credo debba essere fatta è la seguente: il Paese è davvero a maggioranza omofoba come è stato ben rappresentato in Senato?

Io credo di no, lo dico convintamente e lo dicono anche i sondaggi: la maggior parte degli italiani era a favore del DDL Zan.

Dunque la questione è più profonda: perché le persone si ostinano a votare partiti retrogradi?
Evidentemente perché c’è qualcosa di più profondo che spinge le persone ad accettare anche dei passi indietro sui diritti civili.

La destra oggi è un baluardo per tutti i perdenti della globalizzazione. Il problema è che, gradualmente, la globalizzazione neoliberale ci renderà tutti perdenti.

Forse non dovremmo lasciare a loro questi temi e unire la lotta per i diritti civili (che è fondamentale, beninteso!) a quella sui diritti sociali. In un’idea del futuro chiara, un’ideologia.

Che sia il socialismo la soluzione?

“Noi qui siamo contro qualsiasi forma di aborto”. Con questa frase Alfonso Signorini ha scatenato il putiferio, provocando le reazioni – sacrosante – di quella parte del Paese che vuole tutelare questo diritto.

Faccio una doverosa premessa: sono per il diritto all’aborto, per la sua estensione e facilitazione e sono contro a qualsiasi forma di Grande Fratello.

Tuttavia mi vengono in mente le parole, lette non mi ricordo più dove, del filosofo Michael Sandel.
Pungente e sagace, Sandel ci pone una domanda: ci siamo mai messi nei panni di chi non la pensa come noi?

Affermare che l’aborto sia un diritto delle donne, o un diritto che fa capo alla sfera dei diritti individuali, significa non aver capito le ragioni di chi pensa che l’aborto sia un abominio.
Chi non la pensa come noi, il più delle volte, è convinto che l’aborto sia un omicidio.

La questione è proprio questa: se io fossi convinto che una qualsiasi azione fosse un omicidio lo permetterei in nome della libertà di un terzo individuo? Evidentemente no.
Posto che non la penso in questo modo mi chiedo, se una donna nel tentativo di uccidere un altro essere vivente si dovesse far male o morire (questo è affine all’argomentazione degli aborti clandestini), dovrei dunque permetterle di compiere un omicidio per tutelarla?

Premesso che ci sono anche donne contrarie all’aborto: se una donna fosse in procinto di uccidere un altro essere umano io dovrei astenermi dall’esprimermi in quanto uomo?

Sia chiaro, questa non è una difesa delle argomentazioni degli anti abortisti ma la presa di coscienza che le posizioni comunemente portate a favore dell’aborto sono, sul piano etico, facilmente aggirabili e il più delle volte incomprensibili a chi non la pensa come noi. A questo va aggiunto che la scienza non è compatta nello stabilire l’inizio della vita dell’embrione e proprio questa area grigia della bioetica è una delle tesi principali degli antiabortisti.

Le argomentazioni a favore dell’aborto dovrebbero forse passare dai temi di bioetica, morale e religione.

Le argomentazioni che fanno riferimento all’utero e al corpo femminile sono legittime e condivisibili (oltre che di buon senso), però ci allontanano dal piano di confronto con l’avversario.

Se non ci si capisce, se non ci si incontra o non ci si scontra si rischia, purtroppo, di vedere l’Altr* come un barbaro.

C’è del rischio in tutto questo.

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